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Da Reconice a Recovidia: dall’efficienza del sistema alla relazione di cura

Nel corso degli anni Reconice ha costruito il proprio percorso attorno a un obiettivo concreto: ottimizzare il flusso di refertazione clinica, integrandosi nei sistemi gestionali delle strutture sanitarie e migliorando il modo in cui i professionisti producono e validano i referti.

reconice e recovidia

•    Ridurre il turnaround time.
•    Anticipare le decisioni terapeutiche.
•    Accorciare la distanza tra diagnosi e cura.

In sanità, il tempo non è efficienza astratta. È qualità della cura.

Grazie alla fiducia dei nostri Partner, questo modello di innovazione ha raggiunto molte realtà sanitarie, anche oltre i confini nazionali ed europei. Un percorso costruito con metodo, responsabilità e attenzione costante alla sicurezza e alla gestione del rischio.
La qualità per noi non è un’affermazione, ma un sistema verificabile.
Operiamo secondo standard internazionali riconosciuti: UNI EN ISO 9001:2015 per la qualità, ISO/IEC 27001:2022 per la sicurezza delle informazioni e ISO 22301:2019 per la continuità operativa.
Le certificazioni non sono un elemento formale. Rappresentano un impegno concreto verso processi strutturati, tracciabilità, protezione del dato e resilienza nel tempo.

Nel frattempo, il contesto sanitario è cambiato.
•    La digitalizzazione è aumentata.
•    Gli strumenti sono diventati più numerosi.
•    La complessità è entrata nella quotidianità clinica.

È in questo scenario che nasce Recovidia.
Recovidia non interrompe il percorso di Reconice. Ne raccoglie l’esperienza e la responsabilità, ma sceglie un sentiero complementare.
Se Reconice ha lavorato e continuerà a lavorare per rendere più efficiente e tempestivo il processo clinico, Recovidia si concentra su un equilibrio diverso: fare in modo che la tecnologia aiuti di più e si metta meno in mezzo tra medico e paziente.

La tecnologia deve fare passi avanti nel supporto. Ma deve fare un passo indietro nella relazione.
•    Deve semplificare, non sovraccaricare.
•    Deve proteggere, non distrarre.
•    Deve aggiungere chiarezza, non complessità.
•    Deve rafforzare la cura, non frammentarla

In sanità l’innovazione non può essere guidata da logiche speculative o esclusivamente finanziarie.
•    Non è una corsa breve.
•    Non è una competizione.
È un percorso lungo, continuativo, fatto di impegno costante e responsabilità nel tempo.
Non è inseguire l’entusiasmo del momento. È costruire soluzioni solide, un passo alla volta. Anche senza annunci altisonanti.

Perché la vera innovazione, in questo settore, non è quella che fa più rumore. È quella che ne fa meno, perché viene messa a sistema.
È quella che si integra nei processi, che diventa parte della pratica clinica quotidiana, che funziona senza chiedere attenzione.
Quando una tecnologia smette di essere “novità” e diventa affidabilità, allora ha davvero creato valore.
Per questo continuiamo il nostro percorso con la stessa convinzione: in sanità l’innovazione è un dovere, ma la sicurezza è un principio.
Perché quando si parla di salute, il progresso non è una gara. È una responsabilità.

Non è una corsa breve. E non c’è una linea di arrivo. Qualcuno direbbe: è un viaggio, non una destinazione.

E, come dice spesso Marco Biraghi, CEO di Reconice: “In sanità non serve fare rumore. Serve funzionare. Funzionare bene, ogni giorno, fino a diventare normale che tutto funzioni, sempre. Il vero traguardo è diventare invisibili. Non perché non si conti. Ma perché si è diventati così necessari da sembrare scontati, e tutto funziona".

reconice, security by design

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