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La Sostenibilità di Reconice ha radici profonde

Reconice ha messo “le mani nella terra” per contribuire a piantare 500 nuovi alberi al Parco Porto di Mare di Milano, restituendo alla città aria più pulita, biodiversità e spazi di benessere condiviso.

Ci sono luoghi che raccontano storie di trasformazione. Come il Parco Porto di Mare, a Milano. Qui, dove un tempo esisteva il sogno di collegare una grande metropoli di pianura al mare, oggi prende vita un altro tipo di connessione: quella tra le persone, la natura e un futuro più sostenibile.

Per questo il 4 novembre Reconice ha partecipato con grande entusiasmo a una nuova iniziativa di forestazione urbana al Parco Porto di Mare, contribuendo alla messa a dimora di 500 nuove piante e arbusti — querce, noccioli, rose canine, carpini bianchi, cornioli e molte altre essenze — grazie all'organizzazione di Intesa Sanpaolo e alla no-profit Rete Clima, nell’ambito della campagna nazionale Foresta Italia®, promossa con Coldiretti e PEFC Italy.

Ogni albero piantato è un segno tangibile di un impegno che cresce e si rinnova giorno dopo giorno: per Reconice la Sostenibilità non rappresenta un concetto astratto, ma un percorso fatto di scelte quotidiane che generano valore per l’ambiente e per le comunità. Un percorso che si intreccia con quello di città come Milano, dove rigenerare spazi verdi significa recuperare per i cittadini un patrimonio di biodiversità, benessere e socialità.

Ma c’è di più. «Gli alberi sono i nostri migliori alleati nella sfida al cambiamento climatico», ricorda il botanico Stefano Mancuso, docente dell’Università di Firenze e direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale. «Funzionano come condizionatori naturali: assorbono calore, rilasciano ossigeno e abbassano la temperatura. Nel 2022 in Europa sono morte 64mila persone per il caldo, 16mila in Italia. Piantare alberi è un tema di tutela sanitaria, in particolare dei più fragili: una soluzione bella e poco costosa».

Le parole di Mancuso ci indicano il valore profondo di azioni come questa: creare foreste cittadine aiuta a rigenerare il tessuto urbano, a migliorare la qualità dell’aria e a contrastare gli effetti del caldo estremo.

E se il nome “Porto di Mare” evoca ancora un sogno incompiuto — collegare Milano al Po e quindi all’Adriatico — oggi, grazie a progetti di rinascita come questo, l’area ritrova una nuova vocazione. Non più porto d’acqua, ma “porto” di un’area verde, simbolo di una città che guarda avanti.

Così come guarda avanti, verso orizzonti lontani, Reconice: con la saldezza delle sue radici ben piantate per terra e i rami sempre più alti, a sfidare il cielo.

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